28 Maggio 2020 - 6:02 pm


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VendrameEzio Exxx…Polzive Elogio bloggeresco al satanico malatodifiga casarsese. Trombare significa illuminare e ardere. Moglie di chi era la puledra che si scopò nei bagni del Sant’Elia? Esclusivo.

E’ morto Ezio Vendrame, un fuoriclasse, un calciatore talentuoso e anticonformista, capellone estroso e ribelle. Qualcuno lo ha definito una grande incompiuta, uno dei più grandi (il più grande?) talenti inespressi del calcio italiano degli anni settanta. Giampiero Boniperti, il Marisa presidente della Juventus ed ex parlamentare europeo, lo accostava più volte al fuoriclasse argentino Mario Kempes. Soprannominato “il Pasolini del gol”, perché era amante della poesia, leggeva Alda Merini e Dino Campana. Ai comacheros uno così non poteva passare inosservato. Anche perchè negli ambienti paramalavitosi c’è un episodio a tinte ardenti che non è stato ben raccontato. Campionato di calcio 1976, anno del terremoto in Friuli. L’azione si sviluppa in occasione della partita Cagliari – Napoli. Un’ora e mezza prima dell’incontro Luís Vinício, ‘O lione, allenatore brasiliano dei partenopei, comunica ai suoi giocatori chi di loro scenderà in campo. Ezio Vendrame, genio e sregolatezza, di solito fa panchina, quella volta invece, viene spedito in tribuna. Ezio non si perde d’animo e, accomodatosi in tribuna, decide di giocare la sua partita fuori dal terreno di gioco. Sugli spalti abborda una modella -“un gran pezzo di figa” – e, “dopo qualche abbraccio e qualche timido bacio”, la porta nei bagni dello stadio Sant’Elia e la tromba. Queste sono le cronache ufficiali. In realtà, l’episodio fece un grande clamore poichè la porcella in questione era la moglie di un personaggio molto in vista nella società di calcio partenopea. Su questo episodio, Vendrame scrisse anche un libro “Se mi mandi in tribuna, godo”. Ezio Vendrame, un giacimento di aneddoti porcellosi.

A diciotto anni è già titolare nella Spal di Fabio Capello. Giovanissimo astro, disadattato totale. S’innamorò perso di Roberta, una malafemmina di mestiere (“Per tutti era una puttana, per me era la mia principessa. Qualcuno fece la spia. Mi sbatterono nella Torres in serie C. Per aver amato una principessa, m’avevano fatto a pezzi”).

Memorabili due suoi “assoli”.

Quando qualcuno si espone nel sociale rimettendoci pure di tasca propria, deve difendersi quotidianamente da certe merde che non muoiono mai e che, con le loro invidie e i loro premi Nobel alla stupidità, ti remano contro sperando sempre e comunque che le cose ti vadano male”. Clamoroso anche un suo discorso ai tifosi del Vicenza, quando invitato a parlare al cospetto di una folla che lo acclamava se ne venne fuori con un monologo imprevedibile che lasciò tutti sbigottiti e increduli: “Vi ringrazio per l’affetto che mi dimostrate, ma mi sembrate un po’ fuori di testa. Io so soltanto tirare calci a un pallone! Chissà quante cose voi sapete fare meglio di me. Non sono un chirurgo che salva vite umane e nemmeno un operaio che si deve fare un culo così! Sono un fortunato ed è per questo che non vi capisco. Che cosa saranno mai queste partite di calcio! Inventatevi delle alternative domenicali. Andate a vedervi un bel film, leggetevi un libro, oppure restata a casa e fatevi una bella scopata! Non possiamo vivere di solo calcio!”.

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