9 Aprile 2020 - 9:16 pm


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VestagliaFontanini Exxx…Polzive!!! Cuore-Batticuore in Friuli: L’incubo Enzo Barazza sulla rovinosa maggioranza del sindaco; a Pasian di Prato la sinistra si sbrega sul giovane candidato Lendani; caos Lega a Remanzacco (Ud)

Via Mercatovecchio, inferno di Fontanini. Passaggi a livello, purgatorio del sindaco. Raccolta differenziata, la Morta Gora della maggioranza.

Sono in molti a ricordare al blogger le vicende del 1997 che coinvolsero la giunta del sindaco Barazza. E sono in molti a trovare delle similitudini fra sindaco Fontanini e sindaco Enzo Barazza: via Mercatovecchio e il Teatrone. Il blogger ha incrociato Piergiorgio Bertoli, allora presidente del consiglio e Romeo Mattioli leader dei Laburisti. La storia.

L’incubazione della prima crisi in comune a Udine, dal dopoguerra ad oggi, iniziò verso la metà del 1997. La cronaca del palazzo era affidata a uno dei giornalisti più attenti e capaci del NordEst: Domenico Pecile, il gran quotidiano era il MessaggeroVeneto.

L’attuale sindaco di Udine, ha scordato che la città più elegante del Nord, non è la provincia, dove ha “riposato” per 10 lunghi anni a 6mila euri/mese. Udine, è città presuntuosa, nobilissima e intellettualmente laica. Non è clericale come pensano i baciapile del Palazzo.

Nel settembre 1997, a seguito di una mozione dei coraggiosi del Ppi (Ioan) e dei Socialisti Italiani sul Teatro, la maggioranza andò sotto. Iniziò il tramonto di Barazza che sfociò nelle sue dimissioni del febbraio 1998. Barazza si rese conto che ormai non c’erano più le condizioni per proseguire. 20anni dopo su Fontanini, la storia si ripete, ha tradito il suo programma, ha tradito gli elettori, ha tradito la vivacità cittadina. E’ fortunato, poiché i suoi ininfluenti consiglieri, cento spanne sotto gl’incalzanti amministratori del 97, oltre a qualche coreografica raccolta firme non vanno. Li accontenti con l’uscita sul giornale o un “like” in più su facebook e sono soddisfatti (Perchè non mi hai messo il like?). Tengono tutti famiglia e nel bilancio familiare dei parecchi nullateneneti, anche un millino al mese è grasso che cola, il loro reddito di cittadinanza.

Tornando alla fine degli anni ’90, l’operazione delle dimissoni di Barazza fu resa possibile grazie al Ppi del compianto Ioan che, in accordo col centrodestra, ottenne la sfiducia del sindaco. Regista, il presidente del consiglio più diabolico del palazzo: Piergiorgio Bertoli. Romeo Mattioli, infuriato, lo accusò: “E’ colpevole di forzature procedurali”. Si finì con il vice sindaco (Montich) facente funzioni in attesa del colpo di grazia che arrivò  a metà luglio del ’98: 21 consiglieri diedero le dimissioni che comportarono lo scioglimento del consiglio comunale. Le firmarono anche l’attuale presidente di circoscrizione Salmé e il repubblicano Carnesecchi. Si andò a nuove elezioni nel novembre dello stesso anno.

Ed ora le amministrative che rivelano lo stato schizofrenico delle coalizioni in campo. Ieri a Pasian di Prato è stato presentato lo studente universitario Lendani, come candidato sindaco di sinistra che scenderà in campo contro l’uscente Andrea Pozzo. Una candidatura che ha provocato uno sbrego lacerante fra la parte più “laica” del partito, riconducibile a Santoro e Valoppi che sollecitavano una interlocuzione con ProgettoFvg di Saro, e quella più intransigente che fa riferimento a D’Antoni, Coppola e Degano. Al netto di Coppola, la corrente che ha imposto il sindaco contiene molti profili riconducibili ad azioni amministrative di natura boldriniana, quella di Liberi e Uguali. Nella pratica, lo slogan: “Pasian di Prato è di tutti”, ha un significato ben preciso: politiche di accoglienza senza limiti, misure sociali e abitative allargate. A quanto è dato sapere, sarebbe in corso una resa dei conti difficile da codificare. La base del Pd pasianese infuriata causa mancato coinvolgimento per alcune scelte calate dall’alto. Le conseguenze potrebbero avere dei risvolti imprevedibili anche sul fronte Andrea Pozzo. 

In quanto a Remanzacco, dopo l’incontro conviviale di domenica scorsa alla Tavernetta cui si sono visti: Tilatti, Caporale, Saro e altri…, le scintille sono ormai a livelli altissimi. Una parte della coalizione di centrodestra confluirà nella civica “Insieme” ideata da Dario Angeli e che sostiene la Briz, dall’altra parte, divisa, la Lega che ha individuato in Gianluca Noacco il proprio candidato. Centrodestra frantumato anche perché lo stesso Angeli fa sapere che la civica, pur rigorosamente estranea ai partiti, sta raccogliendo molte adesioni del centrodestra. CuoreBatticuore. 

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