31 Marzo 2020 - 12:42 pm


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Walter Rizzetto Exxx…Polzive!!! Approda in commissione lavoro della camera il caso DM Elektron di Buja: l’onorevole friulano presenta un question time; Moschioni della Lega interroga; la sinistra tace; Serracchiani non pervenuta; Confindustria se ne sbatte; Michela Del Piero stordisce e insulta i friulani: “Da noi la gente non lavora perché non vuole andare a lavorare”. Datele i sali. I testi dei documenti

 

In una recente intervista rilasciata a Domenico Pecile su Udinews, la presidente di Civibank di Cividale (Ud) Michela Del Piero, aveva dichiarato che: “…da noi (in Friuli ndR) la disoccupazione non c’è, la gente non lavora perché non vuole andare a lavorare”. Disgustosa.

Per l’intanto, le azioni della Civibank, di cui è presidente, sono precipitate pericolosamente al di sotto dei 7 euri, nessuno le vuole.  

L’onorevole friulano Walter Rizzetto, eletto alla camera dei deputati nelle fila di Fratelli d’Italia, presenterà questo pomeriggio in commissione lavoro, un question time sul caso DM Elektron di Buja, l’azienda guidata da Dario Melchior, marito della presidente di Civibank Michela Del Piero. La DM di Buja si è trovata al centro di furiose polemiche causa promesse che la direzione aveva fatto ai vertici della regione Friuli VG nel dicembre scorso: nessuna delocalizzazione, gli operai stiano tranquilli. Balle. I fatti hanno dato clamorosamente torto, tanto da indurre il deputato friulano di Fratelli d’Italia, sempre attentissimo alla questione degli operai dell’azienda di Buja, a presentare un question time sulla situazione dell’azienda friulana. Per converso, da parte della sinistra, nessun segnale, nemmeno da Serracchiani, vice presidente del Pd di Zingaretti. Nemmeno da Confindustria, la cui presidente è più attenta a tranquillizzare gli animi (toni troppo alti…) che risolvere la questione.

Ecco il testo del Question time.

“Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali – Per sapere – premesso che:

già da tempo, i 130 lavoratori della Dm Elektron di Buja (Ud) vivono in uno stato di preoccupazione, poiché l’impresa, che produce schede e componenti elettronici, ha acquisito uno stabilimento in Romania e in questi mesi ha proceduto al trasferimento dei macchinari presso il nuovo sito produttivo;

i dipendenti, anche attraverso i sindacati, hanno più volte chiesto dei chiarimenti alla proprietà dell’azienda sulle prospettive dello stabilimento friulano, ma non hanno ricevuto concrete risposte. Di fatto, si è assistito ad un progressivo svuotamento del sito di Buja e non è mai esistito un piano industriale che potesse far sperare in un rilancio dell’attività dello stesso;

a quanto è dato sapere, nel mese di dicembre 2018, il proprietario e amministratore delegato dell’azienda, aveva dichiarato che nessuna delocalizzazione era in atto, ma solo un processo di incremento delle attività e di riorganizzazione;

al riguardo, si sono susseguiti degli incontri tra la proprietà, la Regione e i sindacati per chiarire le prospettive dell’azienda a tutela dei lavoratori e del territorio, che a nulla sono serviti poiché, in questi giorni, è stato annunciato il taglio di dipendenti e della produzione;

sembra, dunque, che in Friuli Venezia Giulia saranno mantenuti solo gli uffici amministrativi e la ricerca e sviluppo, mentre i reparti produttivi verranno tutti chiusi con la conseguente perdita dei posti di lavoro;

pertanto, si ritiene necessario intervenire per salvaguardare i lavoratori che saranno coinvolti dal piano di delocalizzazione-:

se e quali provvedimenti intenda assumere per tutelare i lavoratori della Dm Elektron di Buja”. Rizzetto-

Quella che segue è l’interrogazione dell’onorevole della Lega, Moschioni:

 

 

 

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