19 Febbraio 2020 - 11:11 pm


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ZamberlettiMemory Exxx…Polzive!!! Ennesimo sbrego in maggioranza Udine: Fontanini ignora l’ardimento della Protezione civile, ignora l’anniversario della morte di Zamberletti, ignora la storia di Venzone. Nessun rappresentante del comune di Udine alle celebrazioni. Nuove tensioni. Sbrego Esclusivo.

Un nuovo sbrego in maggioranza. Nemmeno il tempo di raffreddare le bolliture di Bortolin e Pizzocaro che alle viste avanza rapidamente una nuova fenditura da inferno dantesco. Il sindaco ha ignorato uno dei simboli più alti del Friuli e chi lo ha costituito: Protezione civile e Zamberletti. Per onorare la figura del commissario del terremoto scomparso un anno fa, si è scomodato perfino il capodipartimento Borrelli. A Venzone, sabato scorso, erano presenti molti sindaci, lo stato maggiore della protezione civile regionale con Riccardi in testa, parlamentari, amministratori e molte personalità delle forze armate. Il comune di Udine vergognosamente assente. Fontanini si è scordato di notificare al delegato e appassionato della protezione civile del comune di Udine, Andrea Cunta, l’avvenimento di sabato scorso. Al consigliere, che di Riccardi ha la massima stima, gli si sono girati gli zebedei. In realtà anche lo scorso anno in occasione dei funerali del grande protagonista della ricostruzione il vecchietto Fontanini ha preferito restare a dormire e aveva delegato Cunta alle cerimonie, vi partecipò con entusiasmo.

Quest’anno il consigliere si aspettava l’incarico della missione, si trattava di salire a Venzone. Nada de nada. All’incolpevole Cunta solo il dispiacere di aver perso un occasione per intavolare una serie di relazioni in vista delle migliorìe che sta elaborando per la struttura cittadina.

Un sindaco inadeguato che non rispetta nemmeno la memoria dei friulani e dei protagonisti della ricostruzione. Ecco il brano dell’assessore Riccardi:  

Venzone (Ud), 25 gen – “Oltre la memoria di quello che è stato il terremoto del 1976 per questa terra e il ricordo della figura di Zamberletti, l’occasione di oggi ci offre l’opportunità di guardare avanti lanciando una sfida, quella di riunire tutte le forze, dai sindaci all’Università e alla stessa Protezione civile, in un patto per un obiettivo di vero cambiamento: l’individuazione e la messa in atto di soluzioni per la riduzione dei tempi e della burocrazia nella realizzazione di quelle opere necessarie al ripristino del territorio dai danni causati da una calamità naturale”.

Lo ha detto oggi a Venzone il vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, intervenendo agli eventi dedicati al decennale del Museo “Tiere Motus” e al 1° anniversario della scomparsa di Giuseppe Zamberletti, Commissario straordinario del Governo per il Friuli terremotato. Tra i presenti, oltre allo stesso Riccardi e al presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, anche il Capo dipartimento nazionale della Protezione civile, Angelo Borrelli.

Ricordando la statura politica e amministrativa della figura di Zamberletti, Riccardi ha sottolineato come lo stesso Zamberletti abbia in quella occasione “saputo tirare fuori meglio dai noi friulani, valorizzando uomini come gli ex presidenti Comelli e Biasutti e dando valore primario al rapporto tra i Comuni, la Regione e le articolazioni dello Stato”.

“L’eredità di quella stagione – ha proseguito il vicegovernatore – arriva fino a oggi, fino a una grande opera infrastrutturale come la terza corsia autostradale, che è figlia di quelle scelte procedimentali, fondate su un modello improntato alla riduzione dei passaggi burocratici. Ma anche lo straordinario sforzo collettivo compiuto nel post tempesta Vaia, con 600 opere e 150 milioni di euro senza alcun ricorso e nel pieno rispetto delle procedure e dei tempi previsti”.

A tal riguardo, parole di elogio per l’operato della Protezione civile Fvg sono state pronunciate dal Capo dipartimento Borrelli, il quale ha configurato l’esperienza della tempesta Vaia come un modello relativamente all’efficacia e alla correttezza amministrativa degli interventi. “A dimostrazione – ha concluso Borrelli – di come la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia sia una macchina coesa e rodata, che porta avanti gli insegnamenti di Giuseppe Zamberletti”

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